Dal 22 al 25 ottobre 2026, BolognaFiere ha ospitato una nuova edizione di Auto e Moto d’Epoca, il Salone internazionale dedicato al mondo delle quattro e due ruote più celebre d’Europa. Un appuntamento che, ogni anno, riunisce visitatori, appassionati e collezionisti da tutto il mondo, dove la storia dell’automotive si trasforma in un’esperienza viva.
Tra i protagonisti di questa edizione c’è stata anche Kioene, con la famiglia Tonazzo, che ha portato in esposizione un autotreno FIAT d’epoca, testimonianza di un importante capitolo della storia del trasporto italiano. Una partecipazione che nasce dalla passione per il recupero e la valorizzazione dei veicoli storici, ma anche dalla volontà di preservare la memoria di un settore che ha contribuito in modo significativo allo sviluppo industriale del Paese.
Protagonista dell’esposizione, ospitata nel padiglione 19, è stato un autotreno FIAT 682 del 1960, con cabina della versione N4, abbinato a un rimorchio Viberti 181T del 1957. Il mezzo si distingue per un allestimento originale in ferro e legno, destinato al trasporto di animali vivi.
All’epoca, camion e autotreni percorrevano le strade italiane, accompagnando la crescita economica e industriale del Paese. Oggi, dettagli come quelli dell’allestimento esposto permettono di riscoprire il ruolo fondamentale di questi veicoli nella vita quotidiana e nelle attività produttive.
Dietro la valorizzazione dell’autotreno, del resto, c’è un accurato lavoro di ricerca storica, basato su documentazione tecnica e testimonianze degli autisti dell’epoca. Un percorso che ha permesso di ricostruirne le caratteristiche originali e di preservare un patrimonio di esperienze e memorie legato alla storia del trasporto italiano.
Per la famiglia Tonazzo, la partecipazione ad Auto e Moto d’Epoca rappresenta molto più di un’occasione espositiva. La conservazione della memoria storica è infatti parte integrante dell’identità di Kioene e si esprime anche nell’impegno dedicato al recupero e alla valorizzazione di camion e autotreni d’epoca.
Mezzi che raccontano non soltanto l’evoluzione dei trasporti, ma anche il lavoro, le trasformazioni e le competenze che hanno contribuito a costruire l’Italia di oggi. Un patrimonio da custodire e tramandare, affinché le testimonianze del passato possano continuare a essere conosciute e apprezzate dalle nuove generazioni.