Gli orti urbani comunali sono un modo per produrre in proprio e senza scopo di lucro frutta e verdura a km zero.
Sorgono su degli appezzamenti di terreno, di solito di proprietà del comune, disponibili perché zone incolte o a seguito di un sequestro alla criminalità organizzata.
La disponibilità di aree da adibire alla coltivazione da parte dei cittadini continua ad avere successo e ad attirare sempre più persone che vogliono dedicarsi a questa attività, che impegna piacevolmente e porta anche “buoni frutti” con un risparmio considerevole. Ecco 6 aspetti positivi della nascita di orti urbani comunali

 

1) Se vuoi far parte dei gruppi di cittadini che gestiscono orti urbani comunali, parteciperai attivamente al rispetto per l’ambiente con la produzione di frutta a verdura a km zero. Significa che contribuirai a diminuire prima di tutto le emissioni di smog, in quanto sono prodotti che non necessitano di trasporto su lunghe distanze. In secondo luogo non sono soggetti a trattamenti con fitofarmaci, pesticidi o concimi chimici. L’intento di chi cura gli orti urbani, infatti, è quello di favorire una produzione biologica.

 

2) Gli orti urbani, come accade per esempio in città come Roma o Milano, ma anche in centri più piccoli, vengono dati dal comune in comodato d’uso a un certo numero di persone o famiglie, che si rendono disponili alla cura di aree che altrimenti sarebbero pressoché abbandonate. Significa quindi che potrai prenderti cura dell’ambiente urbano a titolo gratuito, ma migliorando sensibilmente la vivibilità della tua città rendendola anche più bella.

 

3) Nel progetto degli orti urbani comunali, come nel caso di Roma, sono entrate anche alcune università, come quella di Pescara, per aiutare chi è alle prime armi e vuole imparare a coltivare la terra. Per le persone anziane significa crearsi un hobby stimolante e rilassante, fare nuove conoscenze e, in cambio, avere a disposizione cibo sano. Un circolo virtuoso che non può fare altro che bene ai cittadini non solo anziani che vogliono migliorare il proprio tenore di vita.

 

4) Gli orti urbani comunali coinvolgono anche le scuole italiane, molte delle quali riescono a produrre i prodotti ortofrutticoli necessari per le loro mense. In tal modo si raggiunge anche l’obiettivo di un’educazione ambientale e domestica, che abitua i bambini fin da piccoli a tutelare l’ambiente e ottenere i frutti auto prodotti.

 

5) Un’indagine della Coldiretti ha dimostrato che l’interesse per gli orti urbani è aumentato almeno di 3 volte negli ultimi 3 anni. Significa che questa iniziativa piace e che c’è più attenzione alla salute e al tipo di alimentazione che si conduce.

 

6) Gli orti urbani comunali sono anche un modo per favorire l’integrazione, la condivisione e promuovere la beneficenza da parte del mondo del volontariato verso chi è più sfortunato e si trova presso case di accoglienza e altri enti solidali. É il caso del progetto messo in campo dal comune di Milano, con l’affido di 171 orti urbani, o quello “etico” di Palermo, proprio per l’integrazione sociale.